PROCESSO DI RAFFINAZIONE

Di seguito riportiamo il processo dal quale viene estratto lo zucchero che tutti noi utilizziamo .

Questo processo si differenzia a seconda che si voglia ottenere lo zucchero bianco (saccarosio) o lo zucchero di canna.

Per chi non avesse voglia di leggere tutto ciò che segue, a fondo pagina troverete un video preso in prestito dal programma di Discovery Channel: “Com’è fatto”.

Vi sarà d’aiuto per capire meglio di cosa stiamo parlando.

PROCESSO PER IL SACCAROSIO:

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Macinazione

La canna da zucchero, già privata delle foglie al momento del raccolto, viene sottoposta a lavaggi multipli per eliminare le scorie ed i parassiti. Quindi le canne vengono tagliate e sottoposte all’azione di coltelli rotanti per essere sminuzzate. Dopo queste operazioni i ritagli di canna vengono ripetutamente sottoposti a fasi alterne di macerazione in acqua e torchiatura meccanica da rulli, fino all’estrazione di un succo (melassa) contenente circa il 10 – 15% di saccarosio. I residui solidi, chiamati bagasse, vengono utilizzati in gran parte come combustibile per generare vapore (spesso utilizzato nello stesso stabilimento per la raffinazione) e in parte come materia prima per la produzione di carta. Il succo così ricavato è pronto per la fase di raffinazione.

Raffinazione

La raffinazione purifica ulteriormente lo zucchero greggio. Esso viene dapprima miscelato con sciroppo grezzo e quindi centrifugato in un procedimento detto di “affinamento”. Il suo scopo è quello di asportare la pellicola che ricopre esternamente i cristalli di saccarosio, che è meno pura della parte interna. Ciò che rimane dopo questo “lavaggio” viene sciolto facendone uno sciroppo contenente circa il 60% di saccarosio. La soluzione viene chiarificata con aggiunta di acido fosforico e con idrossido di calcio che precipitano sotto forma di fosfato di calcio. Le particelle di fosfato di calcio “intrappolano” alcune impurità e ne assorbono altre e quindi risalgono in superficie ove possono venir scremate via. Un procedimento alternativo è quello della “carbonatazione”, cioè l’utilizzo di anidride carbonica, al posto dell’acido fosforico, e idrossido di calcio, che producono un precipitato di carbonato di calcio.

Dopo aver filtrato ogni particella solida rimasta, lo sciroppo così “chiarificato” viene sbiancato facendolo passare su carbone attivo. In questa applicazione viene particolarmente usato il carbone animale. Le impurità colorate vengono assorbite dal carbone. Lo sciroppo purificato viene poi concentrato per super-saturazione e ripetutamente cristallizzato sotto vuoto per produrre zucchero bianco raffinato. Come nel processo di macinazione, i cristalli di saccarosio vengono separati dalla melassa per centrifugazione. Altro zucchero viene recuperato dalla melassa mescolando lo sciroppo rimasto con i residui di lavaggio di affinamento e quindi cristallizzando il risultato che sarà lo zucchero marrone (brown sugar). Quando ulteriori procedimenti di raffinazione sulla parte residua dei vari processi non sarebbero più economicamente convenienti, la melassa finale contiene ancora tra il 20 ed il 30% di saccarosio e tra il 15 e il 25% di glucosio e fruttosio. Per produrre lo zucchero granulare che non si compatti in zolle, esso deve dapprima essere trattato a caldo in essiccatoi rotanti e successivamente raffreddato con correnti di aria fredda per più giorni.

PROCESSO PER LO ZUCCHERO DI CANNA

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Carbonatazione

La carbonatazione è un processo che toglie le impurità dal succo grezzo prima che questo subisca la cristallizzazione. Prima il succo viene miscelato con latte di calce (una miscela di idrossido di calcio ed acqua), che provoca la precipitazione di numerose impurità, compresi gli anioni come il solfato, il fosfato, il citrato e l’ossalato, che precipitano come i loro sali di calcio e le grosse molecole organiche come proteine, saponine e pectine, che si aggregano in presenza di cationi multavalenti. In più, la situazione alcalina converte gli zuccheri semplici quali il glucosio e il fruttosio, insieme all’aminoacido glutammina, nei chimicamente stabili acidi carbossilici. Lasciati tali, questi zuccheri ed amine frustrerebbero infine la cristallizzazione del saccarosio.Successivamente viene insufflata anidride carbonica nella soluzione alcalina di zucchero, facendo precipitare il latte di calce. Le particelle calcaree intrappolano alcune impurità e ne assorbono altre. Ha inizio quindi un riciclo che aumenta le dimensioni delle particelle di calcio ed ha luogo un processo di flocculazione nel quale le particelle più pesanti scendono nei serbatoi (chiarificatori). Una conclusiva aggiunta di altra anidride carbonica fa precipitare ancora più calcio dalla soluzione: questo viene tolto mediante filtraggio, lasciando nei serbatoi una soluzione color marrone leggermente dorato chiamata thin juice (succo liquido, fluido). Prima di iniziare la fase successiva il succo fluido può venir addizionato di carbonato di sodio, per modificare il pH, e subire una solfatazione con composti a base di solfo per ridurre il cromatismo dovuto alla scomposizione dei monosaccaridi per effetto del calore.

Evaporazione

Il succo sottile viene concentrato utilizzando un evaporatore a multiplo effetto per trasformarlo in thick juice (succo denso), che contiene all’incirca il 60% di saccarosio in peso e simile, all’apparenza, allo sciroppo d’acero. Esso può venir immagazzinato in appositi serbatoi per una lavorazione successiva.

Cristallizzazione

Il succo denso viene inviato alla cristallizzazione. Zucchero riciclato viene in esso disciolto e ne esce uno sciroppo chiamato “liquore madre”. Il liquore viene ulteriormente concentrato tramite bollitura sotto vuoto in ampi recipienti (dette pentole del vuoto) e cristallizza in grani sottili. Questi crescono man mano che il liquore madre si forma attorno ad essi. La mistura di sciroppo e cristalli si chiama (in lingua francese) massecuite. Questa viene passata in una centrifuga ove il liquido viene separato dai cristalli. Lo sciroppo che rimane viene sciacquato con acqua ed i cristalli essiccati con aria calda. Lo sciroppo rimasto viene inserito in un altro processo di cristallizzazione dal quale esce un’altra “infornata” di cristalli di zucchero. Lo zucchero così prodotto è uno zucchero grezzo e di bassa qualità, con molti colori ed impurità e la principale fonte che viene nuovamente disciolta nel liquore madre. Anche questo sciroppo di zucchero grezzo viene inviato nuovamente al cristallizzatore. Di qui esce altro zucchero di bassa qualità, chiamato AP sugar, anch’esso ridisciolto. Il procedimento si ripete iterativamente con successivi ricicli di cristallizzazione e soluzione. Ottenuta una quantità sufficiente di zucchero puro, resta un residuo liquido detto melassa che contiene zucchero con una tale quantità d’impurità da renderne antieconomico un ulteriore riciclo.

Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Zucchero_%28produzione%29

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